martedì, 04 marzo 2008

sov - versione perchè?

ho intitolato questo blog sov - versione perchè vuole essere un tentativo di guardare la realtà dal di sopra rimanendo dentro.
oggi molti guardano la realtà dal di sopra, ma con distacco, senza entrare nel vivo dell'esistenza. guardano, ma non amano e non cambiano.
molti altri invece rimangono prigionieri di ciò che vorrebbero cambiare. amano, ma senza verità.
penso invece, e questo ce lo insegna Dio con l'incarnazione, che solo entrando nella realtà con un occhio superiore si può cambiare l'esistenza.
non altrui, ma propria!
a quanti si uniranno in questo cammino:
GRAZIE!
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lunedì, 03 marzo 2008

l'acqua del desiderio

Siamo giunti alla terza domenica di quaresima, domenica caratterizzata dal tema del desiderio dell’acqua. Un’ acqua che diventa causa di ribellione nella prima lettura, tratta dal libro dell’ Esodo.

Tre sono i verbi con i quali l’autore sacro descrive la ribellione del popolo: PROTESTARE, MORMORARE, TENTARE.

L’uomo è fatto in gran parte di acqua, per questo la mancanza dell’acqua è mancanza di vita. Il popolo desidera l’acqua, è un bisogno primario. Ma l’assenza di quest’acqua diventa causa della ribellione con Dio. Il popolo inizia anzitutto con la protesta. Protestare sta ad indicare, nel linguaggio biblico, il litigio fra due amanti. Uno dei due riscontra una mancanza dell’altro, a tal punto che questa mancanza diventa sfiducia. Nella protesta c’è sempre l’amore, nella protesta mi arrabbio con te perché ti amo, nella protesta non riconosco più il tuo amore.

Israele si sente non amato da Dio, si sente tradito. La mancanza dell’acqua viene letta come tradimento.

Secondo verbo utilizzato dall’autore sacro, è il verbo MORMORARE. Mormorare sta ad indicare la separazione del cuore, la mancanza dell’acqua diventa motivo per allontanarsi da Dio, diventa un motivo perché non ci sia più amore. È un crescendo. Prima la protesta tra i due amanti poi la mormorazione. Poiché non c’è acqua vuol dire che tu non mi ami, ed io mi allontano da te. C’è da notare una cosa: nella mormorazione il popolo non parla più con Dio ma utilizza un mediatore che è Mosè. Quando una persona mormora non ha più il coraggio di guardare l’altro in faccia, di guardare l’altro negli occhi. La mormorazione diventa incapacità di fissare l’altro negli occhi, perché il primo conflitto avviene nel cuore. La vera separazione è dubitare dell’amore dell’altro. Il popolo di Israele dubita dell’amore di Dio e inizia a mormorare, inizia a rifugiarsi nel proprio cuore a tal punto che alla fine inizia a sfidare Dio. Il Signore è in mezzo a noi o no? Dio diventa soltanto un concorrente, Dio diventa soltanto un rivale dal quale doversi difendere. Dio diventa qualcuno che in fondo in fondo non mi ama, mi sta togliendo qualcosa. Dio, in fondo in fondo, è qualcuno che mi vuole derubare di me stesso e della mia dignità.

Questa è la vera sfiducia del popolo nei confronti di Dio, e tutto è partito da un desiderio non realizzato, dalla mancanza di acqua, eppure quanti altri segni aveva avuto il popolo di Israele, aveva avuto la manna,aveva avuto le quaglie , aveva avuto il dono del passaggio attraverso il mar rosso, eppure non si fida ancora di Dio. Dunque non è la mancanza di acqua che fa giungere il popolo a sfidare Dio, ma in fondo in fondo dietro la mancanza di acqua, dietro ogni ribellione per un desiderio non soddisfatto, c’è una ingordigia di amore, c’è un non ricordo di amore. Il popolo di Israele non ricordava più l’amore, non ricordava più il dono dell’amore di dio, e basta un desiderio che non viene soddisfatto per far sfidare dio, per rompere tutta l’alleanza. Questo molte volte succede anche nella vita di ogni giorno, può bastare un desiderio non soddisfatto, può bastare una semplice cosa per far venir meno l’amore, per non ricordare più l’amore passato. L’amore è anche fatto di ricordi, di ritorno alle radici, di ricordo dell’amore. L’amore non ricordato diventa fine dello stesso amore. Allora cosa ci ricorda e sottolinea questa pagina della prima lettura, sottolinea che l’amore è desiderio, ma l’amore non termina soltanto nel desiderio, l’amore è soddisfazione di un desiderio, ma l’amore non soddisfa soltanto i desideri e i bisogni , va oltre i desideri di Dio. Questo molte volte può succedere nell’amore, quello di legarsi ai doni dell’amato e non all’amato stesso. Il popolo di Israele si era legato ai doni del Signore e non allo stesso Signore, si era legato a quello che dio dava non a dio. Dio era soltanto colui che soddisfala i suoi bisogni, ma Dio non soddisfa i tuoi bisogni ma dio sogna da sempre di realizzare le sue promesse.

La samaritana. Tutto parte da un Gesù stanco, da un Gesù che ha bisogno di acqua, dio non è un dio che non ha bisogno dell’uomo, ma dio ha bisogno dell’uomo, dio dice s. Agostino ci ha redento con la sua debolezza, ci ha creato con la sua forza,ci ha ricreato con la sua fragilità. Tutto inizia con un dio stanco, un dio bisognoso dell’uomo, con un dio che non ce la fa, con un dio che ha bisogno di noi. Questa è la vera scommessa del cristianesimo, non siamo tanto noi ad aver  bisogno di dio, quanto è dio ad aver bisogno  di noi, dio ha bisogno  di te, strano ma vero. Dio ha bisogno di te, della tua fragilità, della tua povera vita, dio ti desidera, tu sei desiderato da dio, tu sei ancora un desiderio ancora incompiuto di dio, dio freme fin quando il tuo cuore non riposa in lui, fino a quando non potrà riversare il suo amore nel tuo cuore. Dio freme, dio freme di passione per te, dio freme di gioia per te, tu sei ancora nel desiderio di dio, dio ti desidera. Non è grande questo fratelli e sorelle? Non dovrebbe far sobillare di gioia il nostro cuore far pensare che dio ci desidera, che noi siamo desiderati da lui., che dio freme come freme una mamma quando aspetta un figlio, cm freme un innamorato quando aspetta il suo amore. Dio freme di desiderio di passione per noi, e tutto inizia da lì, tutto inizia da un dio che ha bisogno, e chiede alla samaritana “dammi da bere”. Questa donna che va lì a mezzogiorno. Di solito si andava a riempire l’acqua o all’alba o al tramonto, ma invece questa donna va lì a mezzogiorno perché non vuole essere vista da nessuno, perché vuole che nessuno la veda, perché è una donna tagliata fuori dalle relazioni, una che non vuole vedere nessuno, una donna morta nel cuore. E dio sta lì! Quando pensi di non incontrare nessuno, quando pensi che nessuno potrai incontrare, quando pensi  di non essere visto da nessuno, in realtà dio ti vede, dio è li che ti aspetta e ti incontra. questa è la grandezza di dio che proprio quando noi ci vogliamo nascondere dio ci viene ad incontrare. Proprio quando noi non vogliamo essere visti dio ci viene a vedere e a chiedere qualcosa, dammi da bere! L’uomo è la sete di dio, l’uomo è la sete non soddisfatta di dio, lui non ha bisogno di opere ma di noi e della nostra umanità. Dio non ha bisogno delle nostre opere, delle nostre azioni, ma dio ha bisogno di noi, del nostro amore del nostro cuore.

Questa donna va lì, a mezzogiorno per non essere vista da nessuno e dio la vede. Si stupisce di questo Gesù che gli chiede qualcosa. Come un giudeo che chiede qualcosa ad una samaritana? C’era un muro tra giudei e samaritani, al punto che i giudei non potevano bere nanche dalla brocca dei samaritani. Fratelli e sorelle, Gesù supera queste differenze, supera questa barricazione di etnie, di differenze, Gesù si fa avanti, e la donna si stupisce. Ciò che stupisce è l’amore di Gesù nei confronti di questa donna, e questo amore la smuove, e gli fa dire: “come tu vieni a chiedere dell’acqua da me?” Gesù le risponde: “se tu conoscessi chi sono io, e qual è il dono che ti posso fare, tu stessa me l’avresti chiesta”. La fede, fratelli e sorelle, non va di risposta in risposta, ma di domanda in domanda. Gesù risponde alla sua domanda con un'altra domanda, Gesù risponde alla richiesta di quella donna con un'altra domanda. Questo vuol dire che la fede non è preconfezionata, ma la fede suscita domande e nel suscitare domande crea sempre nuove risposte, un cammino sempre più in profondità, e questo è il cammino che compie la samaritana, che mentre prima si trova a parlare di culto alla fine si trova a parlare di se stessa. Mentre a Gesù chiede dov’è il luogo dove bisogna adorare il Signore, alla fine trova in gesù uno che gli rivela la verità di se stessa, era una donna che aveva avuto 5 mariti, e l’ultimo non era suo marito era un suo convivente, è una donna senza amore, ed è una donna assetata di amore,di eternità, l’uomo è desiderio di eternità, nel cuore di ogni uomo non si spegnerà mai quella fiamma e quel desiderio di eterno, quel desiderio di rimanere in vita, perché l’amore e la vita o sono eterni o sono assurdi. Ma la nostra vita e il nostro amore non possono essere assurdi, per questo sono rivolti all’eterno.

Alla fine la donna dimentica la brocca, va lì per dissetarsi, va lì per prendere l’acqua, ma la brocca la dimentica, una brocca dimenticata. Dimentica lì il motivo per cui era andata perche ciò che sazia, ciò che disseta la vita dell’uomo è l’incontro, è l’incontro con la verità,è l’incontro con cristo. Solo Cristo può essere l’acqua che disseta la nostra vita, i nostri desideri, solo Cristo è lo sposo che può dissetare la sua sposa, solo cristo è quella pienezza che adempie ogni nostra attesa.

Voglio concludere con delle parole di Tagore: "come la tempesta cerca fine nella pace, anche se lotta contro la pace con tutta la sua furia, così la mia ribellione lotta contro il tuo amore eppure grida:io desidero te, soltanto te".


 

postato da doncen alle ore 23:51 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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martedì, 19 febbraio 2008

Primo

Sono Angelo, quello che ha creato il blog a sto prete è_è, quindi, lo inauguro io.
Fanne buon uso Don xD

(°_°)
postato da doncen alle ore 17:03 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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